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| ITINERARI TURISTICI -
SESTO ITINERARIO |
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Palazzo Steri |
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Terza tappa |
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Anche se dell’antico prospetto si sono conservati soltanto la torre merlata ed un vano finestra, il Palazzo Chiaramonte, detto Steri, testimonia la grande innovazione di gusto che caratterizzò l’architettura
sici- liana del Trecento. L’interioriz- zazione di tutte le precedenti culture, dall’arabo-normanna alla
sveva, rielaborate secondo |
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a cultura dei nuovi tempi, portò ad una produzione architettonica di grande espressività che fu chiamata
chiaramontana. La nascita di questo pregevole monumento, il cui appellativo Steri deriva
dal latino Hosterium, palazzo fortificato, si deve a Manfredi Chiaramonte
che nel 1307 ne |
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iniziò la costruzione, portata a termine da Manfredi III nel 1380. Dopo essere stato occupato dai viceré spagnoli, nel 1600 divenne sede del Santo Uffizio fino al 1782. Durante l’avvicendarsi di questi numerosi eventi, l’edificio subì pesanti trasformazioni, come
l’apertura del grande portone d’ingresso dalla piazza Marina o la
demoli- |
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zione delle fortificazioni di protezione del palazzo.
A pianta quadrata, era anticamente chiuso all’esterno ed aveva accesso da aperture nel lato orientale dell’edificio che si sviluppa intorno ad un ampio cortile, perimetrato da un portico sorretto da due arcate per lato sul quale è ancora visibile lo stemma della famiglia
Chiaramonte.
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